CIR e CIN: cosa sono e perché servono per gli affitti brevi
Gli aggiornamenti in materia: una guida completa

Il settore degli affitti brevi è sempre in costante evoluzione e riuscire ad essere sempre aggiornati potrebbe non essere così facile, per questo abbiamo deciso di creare una piccola guida con tutti gli aggiornamenti normativi per continuare a gestire gli affitti brevi in tranquillità.
Una delle novità normative più importanti è l’obbligo di dotarsi di un codice identificativo, noto come CIN. Ma cos’è questo codice? Cosa cambia rispetto al CIR? A cosa serve e perché è fondamentale? Scopriamolo insieme.
Cosa sono CIR e CIN
CIR e CIN sono codici identificativi delle strutture ricettive o immobili usati per affitti brevi.
Il CIR ormai è parte integrante del vocabolario di proprietari e affittuari, poiché è stato introdotto già da tempo in diverse regioni italiane.
Ora al CIR, il Decreto Legge 18 ottobre 2023, n. 145 ha introdotto il CIN, ossia il Codice Identificativo Nazionale; lo scopo è quello di uniformare le norme in tutta Italia creando una Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR), così da combattere l’abusivismo, garantire la sicurezza e dare maggior trasparenza al mercato degli affitti.

CIR o CIN: quale devo usare?
Il CIN non va a sostituire il CIR ma si affianca a esso, mantenendo le stesse finalità di trasparenza e legalità. È possibile che si verifichino le seguenti casistiche:
- La tua regione prevede il CIR e ne sei già in possesso: in questo caso ti basta richiedere anche il CIN ed esporre entrambi i codici all’interno della tua struttura ricettiva.
- La tua regione non prevede il CIR: ti basta richiedere il CIN ed entrare a far parte della BDSR.
- La tua regione prevede il CIR ma non ne sei in possesso: il primo passo qui è richiedere il CIR e, non appena entrato in possesso del codice, richiedere anche il CIN il prima possibile.
CIN e CIR vanno entrambi esposti all’esterno dello stabile in cui si trova la struttura ricettiva o l’appartamento, assicurando però il rispetto di eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici; riguardo a questo punto infatti è sempre buona norma confrontarsi con gli amministratori di ogni singolo condominio per capire la modalità di esposizione poiché non esplicitamente specificata all’interno della normativa.

Quali strutture devono richiedere il CIN?
Le persone che devono richiedere l’introduzione del Codice Identificativo Nazionale sono state identificate dalla normativa in:
- titolari e gestori di strutture ricettive alberghiere e strutture ricettive extralberghiere (per esempio: case vacanze e appartamenti turistici o B&B);
- locatori di unità immobiliari ad uso abitativo e destinate a contratti di locazione con finalità turistiche superiori a 30 giorni;
- locatori di unità immobiliari ad uso abitativo e destinate a locazioni turistiche inferiori a 30 giorni (affitti brevi).
Come richiedere il CIN
Le strutture ricettive che sono già in possesso del CIR possono richiedere il CIN direttamente tramite il Portale Telematico del MITUR, dichiarando e compilando eventuali dati mancanti.
Se sei un titolare, gestore o delegato di una struttura ricettiva, sappi anche che il Ministero ha messo a disposizione per te una guida completa per seguirti passo passo nella richiesta del CIN.


Com’è fatto il CIN
Nei fatti, il CIN per gli affitti brevi si compone di una serie numeri e lettere che stanno ad indicare:
- il codice di ricodifica del Ministero
- i codici ISTAT di Provincia e Comune
- il codice di classificazione ISTAT
- una sequenza alfanumerica casuale per garantire l’unicità del codice.
Da quando ha validità il CIN?
Nei fatti, il CIN per gli affitti brevi si compone di una serie numeri e lettere che stanno ad indicare:
- il codice di ricodifica del Ministero
- i codici ISTAT di Provincia e Comune
- il codice di classificazione ISTAT
- una sequenza alfanumerica casuale per garantire l’unicità del codice.

Quali sono i vantaggi per i proprietari di strutture ricettive?
Ottenere un CIR o un CIN è, in definitiva, vantaggioso per chi intende operare in modo trasparente e regolare. Ecco alcuni vantaggi per i proprietari:
- Maggior credibilità: disporre di un codice di riconoscimento offre ai potenziali ospiti una garanzia di serietà e affidabilità.
- Accesso facilitato alle piattaforme online: molte piattaforme richiedono il codice identificativo per pubblicare annunci. Con CIR e CIN, il proprietario non avrà difficoltà a promuovere il proprio immobile.
- Sicurezza fiscale: operando in regola, il proprietario riduce al minimo il rischio di sanzioni e può sfruttare eventuali agevolazioni fiscali previste per le locazioni turistiche.
Cosa cambia per gli affittuari?
Anche per chi cerca un affitto breve, i codici CIR e CIN sono una garanzia. Un alloggio dotato di codice è, infatti, sicuro e conforme alle normative locali. Inoltre, gli ospiti possono sentirsi tutelati sapendo che il loro soggiorno avviene in un ambiente legalmente registrato e gestito in maniera trasparente.
La sicurezza di un mercato degli affitti più regolato

CIR e CIN rappresentano due strumenti chiave nel percorso di regolamentazione del mercato degli affitti brevi in Italia. Se da un lato richiedono un minimo di impegno da parte dei proprietari, dall’altro assicurano che l’intero settore si muova verso una maggiore legalità e sicurezza.
Per chi desidera affittare la propria casa in modo serio e trasparente, questi codici sono alleati preziosi che facilitano la promozione delle proprietà sulle principali piattaforme, garantendo il rispetto delle normative e proteggendo il diritto di chi affitta e di chi cerca una sistemazione.
Se sei un proprietario e hai bisogno di supporto per la gestione delle pratiche burocratiche, noi possiamo darti una mano: in quanto property manager siamo in grado di gestire in modo autonomo e sicuro tutta una serie di meccanismi spesso complessi per chi è nuovo a questo settore. Richiedi la nostra consulenza per risolvere le questioni burocratiche, commerciali e anche quelle operative quotidiane.



